Siamo Foresta io e te, sembra quasi una frase magica.
Parole sempre più lontane dalla nostra percezione.
Una natura selvaggia e prorompente, che si rivela nella sua bellezza è per noi qualcosa di distante e separato.
Eppure in ogni istante lei ci racconta che siamo parte di un tutto, parte di una foresta che ogni anno soffre sempre un pò di più e noi siamo sempre più lontani da lei.
Nadia Al Omari e Richolly Rosazza hanno fuso dolci e toccanti parole ad immagini delicate e dai colori tenui, per introdurre i bambini ad un argomento non facile.
Lo fanno accompagnandoci nel sogno di una bambina.
All’improvviso ho sentito un rumore assordante. La foresta ha gridato e l’eco mi ha raggiunta. E’ stato spaventoso.
La piccola sa già da dove proviene l’urlo di dolore. Osserva, respira, cerca il contatto, cerca il suo cuore ma…
I battiti che sentivo rimbombare non erano quelli del tuo cuore, ma dei passi pesanti di chi gli alberi li porta via.
E’solo un sogno? Si, per questa volta.
Le illustrazioni su due pagine di Siamo foresta io e te ci invitano ad esplorare mentre veniamo avvolti da un’atmosfera calda e sognante.
Non occorrono tante parole, il segreto è osservare con attenzione ogni piccolo particolare.
Siamo nella foresta, possiamo toccare le ali del pappagallo, nasconderci fra le grandi foglie o perfino fare amicizia con una piccola scimmietta .
Tutto è vita e la bambina può osservare il suo gigante da lontano, può salire sui suoi rami e scrutare l’orizzonte, vedere il resto del mondo in tutte le sue sfumature, belle e brutte.
Ancora una volta lo sguardo di Jana, mia figlia di 9 anni, verso Siamo foresta io e te è riuscito a sorprendermi. Non ha avuto bisogno di molte parole, ma teneva il libro stretto vicino al cuore e i suoi occhi brillavano di speranza e amarezza:
” Non siamo divisi in questo mondo, facciamo parte di creature a cui spesso non ci avviciniamo perchè sembrano molto distanti dal nostro modo di comunicare. Ho capito che non servono le parole quando si appartiene l’uno all’altro, solo il rispetto e l’amore”.
Cammina sicura nella foresta poichè niente le potrà mai accadere, lei è nel suo luogo del cuore, ama e viene amata, lei è foresta e noi siamo lei.
Aria, luce, verde.
Chiudo un libro, ma resta aperta la porta del cuore.
Le terrificanti scoperte del dottor Kraus.Le Cogas è un meraviglioso libro illustrato da Ilenia Loddo che riesce a dare forma ad una fra le creature più temute del leggendario mondo sardo.
Cari lettori, mentre vi trovate in mezzo al mare state pensando se la scelta di viaggiare su un vecchio galeone dei pirati sia stata quella giusta? Tenetevi forte perché la vera avventura inizierà dopo aver toccato terra! Anche il capitano scruta l’orizzonte e i suoi occhi scintillano al ricordo delle innumerevoli leggende legate all’isola di Ichnusa, allo stesso tempo un brivido gli percorre la schiena, poiché strane creature abitano quell’isola. Alcune si celano fra gli abitanti dei paesini nascosti fra le rocce di granito, hanno occhi di donna e sono molto, molto pericolose. Inutile continuare a rimuginare, in lontananza già si vedono le spigolose coste della Sardegna.
Dalla maestria dell’illustratrice Ilenia Loddo è nato Le terrificanti scoperte del dottor Kraus.Le Cogas i cui personaggi sono vivi e pulsanti nella loro oscurità: spiriti antichi e leggendari che da tempo immemore affollano i racconti de “sos contos de foghile” “i racconti che anticamente venivano fatti attorno al fuoco”.
Veniamo immediatamente catapultati nell’immaginario più terrificante dell’isola, lasciando che lo smarrimento più totale ci pervada e l’oscurità delle pagine ci tolga il fiato. L’unica via di scampo?
Forse seguire gli occhi brillanti di una creatura felina.
Si raccontano storie in Sardegna da così tanti anni che ormai è difficile delineare il confine tra realtà e leggenda. Il dottor Kraus, Rufus Kraus, fu un esploratore che proprio in Sardegna perse la vita in un tragico incidente. Approdò nell’isola per indagare sulla veridicità di alcune inquietanti leggende e su alcuni personaggi insoliti: Le Cogas, terrificanti creature predatrici di vita.
Sono Rufus Kraus, o meglio, ero Rufus Kraus.
Un tempo professore e grande studioso di fenomeni naturali,
ora fantasma
Durante il giorno esse si confondono perfettamente con gli abitanti del paese. Assumono le sembianze di giovani donne, ma in realtà si tratta di creature mutaforma che di notte si aggirano alla ricerca di sangue.
Villacidro- Medio Campidano- Sud della Sardegna
È in questo paese,
sorto ai piedi del Monte Linas,
che sono nate storie su creature terrificanti,
da fare invidia a quelle che hanno animato i migliori
racconti horror del mondo.
Proprio qui, da secoli, vivono
le Cogas,
temibili streghe vampiro
Prima del suo incidente il dottor Kraus riuscì ad identificare alcuni precisi indizi che potevano essere d’aiuto nell’identificare queste creature.
Si può nascere Cogas se si è la settima figlia femmina oppure si può diventare una creatura oscura attraverso rituali che l’esploratore ci descriverà. Ma perché queste creature sono tanto temute? Perché la notte si introducono nelle case in cui c’è un nuovo nato per succhiarne tutto il sangue!
Prediligono i neonati non ancora battezzati,
creaturine innocenti e dal dolce sapore.
Spesso li soffocano dopo averli assaggiati;
altre volte li rapiscono e li tengono in vita
per divorarli lentamente.
Gli abitanti dell’isola mettono in atto tutta una serie di rituali per impedire alle Cogas di introdursi in casa e per preservare la vita del bambino.
Ilenia Loddo con Le terrificanti scoperte del dottor Kraus.Le Cogas attinge a piene mani nelle leggende di quest’isola misteriosa dando una forma a delle creature che, almeno una volta, hanno frequentato gli incubi peggiori di noi sardi.
Un illustrato per adulti e ragazzini coraggiosi. Solo fantasia? Venite a scoprirlo… Attendiamo con impazienza nuove avventure!
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